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2.2.2.2 Le tipologie di prodotti tipici

Possiamo distinguere in prodotti tipici in prodotti di massa, di nicchia e locali. I prodotti di massa generano elevato volumi di produzione avendo a disposizione un ampio bacino geografico per il reperimento di materie prime e per la produzione del bene. Hanno buona notorietà anche al di fuori dei confini di origine (esempio: prosciutto san daniele, parmigiano reggiano). In livello produttivo elevato aumenta i problemi dell’eterogeneità nei prodotti, così la concorrenza aumenta e l’arma competitiva diviene il prezzo.

I prodotti tipici di nicchia presentano un buon livello di notorietà, sia nel territorio nazionale sia al di fuori di esso, a fronte di un volume produttivo non elevato. La domanda potenziale di questi prodotti supera l’offerta potenziale, portando un innalzamento dei prezzi di vendita. Il bene diventa “privilegio” di un ristretto numero di estimatori e conoscitori (es.: capperi di Pantelleria). I prodotti tipici locali sono quelli che generano volumi di produzione alquanto modesti e hanno un mercato di sbocco assai circoscritto.

Sono chiamati anche prodotti “a filiera chiusa”, per accentuare che sono consumato quasi del tutto nel bacino di produzione. Queste tre distinzioni hanno importanti conseguenze sulle strategie di marketing da adottare in tema di distribuzione del prodotto, uso del marchio, internazionalizzazione dell’offerta e acculturazione del possibile consumatore futuro.

Figura 2.1 – Prodotti tipici italiani

Fonte: http://www.isoladellapizza.com/it/prodotti_tipici.html