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2.2.2.5. Internazionalizzazione del tipico

I prodotti tipici possono essere valorizzati anche nei mercati esteri anche se esistono diversi ostacoli per il raggiungimento di quest’obiettivo. Lo stretto legame dei prodotti tipici con una certa area territoriale può costituire un limite alla loro diffusione al di fuori dei confini nazionali. Il forte localismo che contraddistingue tali prodotti spesso rende il bene molto richiesto in ambito locale ma crea difficoltà nel consumatore straniero in termini di valutazione e apprezzamento delle caratteristiche del prodotto. Un altro vincolo alla diffusione all’estero dei prodotti tipici italiano è dato dalla sovrapposizione di significati che ha il consumatore straniero quando si parla di prodotti “made in Italy” e prodotti tipici. Questo spinge spesso l’acquirente a preferire quei prodotti realizzati nella nostra nazione e che hanno solo un semplice legame d’immagine. La globalizzazione porta a un’omogeneizzazione dei gusti e a un loro progressivo appiattimento; questo potrebbe rendere difficile l’accettazione di prodotti tipici a livello internazionale. A questo fenomeno spesso i produttori rispondono basando le proprie attenzioni su di un segmento particolare: quello degli emigranti (D’Amico, 2002, 77). Per questa categoria di soggetti il consumo di prodotti tipici è un modo per evocare i propri ricordi e tenere vivo il legame con la propria terra d’origine. Un altro segmento da colpire per la diffusione dei prodotti tipici all’estero è quello formato dai “consumatori etnici”, i quali ricercano varietà culturali e alimentari sempre nuove. La globalizzazione quindi può essere vista all’atto praticato come un processo che permette ai produttori di prodotti tipici di svilupparsi oltre i confini nazionali. L’internazionalizzazione è spinta anche dalle nuove tecnologie che, riducendo distanze e tempi, permettono alle imprese di creare un contatto diretto con il potenziale compratore.

 

Capiamo quindi la necessità di una rivalutazione della nostra produzione gastronomica

in chiave turistica all’estero. Da un’indagine su scala nazionale12 si evince che circa il 10% degli stranieri cita spontaneamente il nostro Paese in relazione al cibo e alla buona cucina. Questo significa che c’è la possibilità di utilizzare la gastronomia come un veicolo di comunicazione delle eccellenze territoriali e un’occasione di rafforzare le immagine locali dove l’immagine di prodotto risulti essere più forte di quella della località. In particolare spiccano per l’eccellenza nella ristorazione le grandi città d’arte come Roma, Milano e Torino. È doverosa una piccola precisazione: probabilmente queste città emergono poiché sono quelle più famose all’estero. Ci sono, infatti, tantissime città e paesi che non sono conosciuti ma che sono altrettanto eccellenti a livello gastronomico.

Figura 2.4 – Le città della ristorazione eccellente (valori in %)

Fonte: Elaborazioni SL&A (2009)13 Quasi tutte le stesse città vengono citate anche in merito all’acquisto dei prodotti tipici.

12 Elaborazioni SL&A (2009) 13 SL&A turismo e territorio opera dal 1988 sui temi di ospitalità e turismo, ambiente, imprese ed economie locali.

 

Figura 2.5 – Le città dell’acquisto dei prodotti tipici (valori in %)

Fonte: Elaborazioni SL&A (2009)

Ci sono diversi eventi enogastronomici, citati nella stampa specializzata, che sono utilizzati per la sviluppo dei prodotti tipici nel nostro paese e all’estero.

Figura 2.6 – Gli eventi enogastronomici sulla stampa specializzata

Fonte: Elaborazioni SL&A (2009) Come si può notare dalla tabella precedente, uno degli eventi più conosciuti per la valorizzazione dei prodotti tipici è “cantine aperte14” seguito da eventi più tradizionali quali il capodanno e il Natale. Tutte occasioni in cui degustare con amici e parenti prodotti diversi da quelli consumati quotidianamente.

 

Per quanto riguarda il rafforzamento delle identità locali, l’Italia deve valorizzare il patrimonio di varietà che la caratterizza. Sono molte le produzioni agroalimentari italiane che hanno ottenuto i riconoscimenti DOP e IGP dall’Unione Europea. Vengono schematizzate nella tabella che segue per semplicità.

Tabella 2.1 – Prodotti agroalimentari italiani che hanno ottenuto dall’UE i riconoscimenti DOP e IGP

Regione Formaggi Carni e salumi Oli extravergini di oliva Ortofrutta e altri prodotti
Valle D’Aosta Valle D’Aosta Formazdo (DOP), Fontina (DOP), Valle D’Aosta Jambon de Bosses (DOP), Valle D’Aosta Lard d’Arnard (DOP)
Piemonte Toma Piemontese (DOP), Castelmagno Nocciola del Piemonte (IGP)

 Cantine Aperte è un importante evento che coinvolge tutta l’Italia e che ha come protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Nell’ultima domenica di maggio, le cantine vinicole socie del Movimento Turismo del Vino ac-colgono decine di migliaia di persone, favorendo un contatto diretto con appassionati e semplici cu-riosi.

 

(DOP), Raschera (DOP), Bra (DOP), Murazzano (DOP), Robiola di Roccaverano (DOP),
Lombardia Valtelina Casera (DOP), Bitto (DOP), Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana (DOP), Quartirolo lombardo (DOP), Provolone Valpanada (DOP), Gorgonzola (DOP), Bresaola della Valtellina (IGP), Salame di Brianza (DOP), Salame di Varzi (DOP) Laghi lombardi (DOP), Pera Mantovana (IGP)
Trentino Alto Adige Asiago (DOP) Speck dell’ Alto Adige (IGP); Garda (DOP)

 

Friuli Venezia Giulia Montasio (DOP) Prosciutto di San Daniele (DOP)
Veneto Monte Veronese (DOP) Prosciutto Veneto Berico Euganeo (DOP) Riso nano Vialone Veronese (IGP), Fagiolo di Lamon della vallata Bellunese (IGP), Radicchio variegato di Castelfranco (IGP), Radicchio rosso di Treviso (IGP)
Emilia Romagna Grana Padano (DOP), Parmigiano Reggiano (DOP) Mortadella di Bologna (IGP), Coppa piacentina (DOP), Pancetta piacentina (DOP), Culatello di Zibello (DOP), Brighisella (DOP) Pesca e Netterina dell’Emilia Romagna (IGP), Fungo di Borgotaro (IGP), Farro della Garfagnara (IGP), Marrone del Mugello (IGP)

 

Prosciutto di Parma (DOP); Zampone di Modena (DOP), Cotechino di Modena (DOP), Prosciutto di Modena (DOP),
Liguria Riviera Ligure (DOP)
Toscana Pecorino toscano (DOP) Prosciutto toscano (DOP) Toscano (IGP)
Marche Casciotta di Urbino (DOP) Prosciutto di Carpegna (DOP) Olive Ascolane
Umbria Umbria (DOP)
Lazio Pecorino Romano (DOP) Canino (DOP), Sabina (DOP) Pane casereccio di Genzano (IGP)
Abruzzo Aprutino Pescarese (DOP), Colline

 

Teatine (DOP)
Molise Caciocavallo silano(DOP)
Campania Mozzarella di bufala campana (DOP) Penisola sorrentina (DOP), Colline salernitane (DOP), Cilento (DOP) Pomodoro di San Marzano dell’Agro Sarnese (DOP), Castagna di Montella (DOP), Nocciola di Giffoni (DOP)
Puglia Canestrano Pugliese (DOP) Dauno (DOP), Terra di Bari (DOP), Collina di Bridisi (DOP), Terre d’Otranto (DOP)
Basilicata Fagiolo di Sarconi (IGP), Peperone di

 

Senise (IGP)
Calabria Soppressata di Calabria (DOP), Capocollo di Calabria (DOP), Salsiccia di Calabria (DOP), Pancetta di calabria (DOP) Bruzio (DOP), Lametia (DOP) Clementine di Calabria (IGP)
Sicilia Pecorino siciliano (DOP), Ragusano (DOP) Valli Trapanesi (DOP), Monti Iblei (DOP) Nocerella del Belice (DOP), Arancia rossa di Sicilia (IGP), Cappero di Pantelleria (IGP)
Sardegna Fiore sardo (DOP), Pecorino sardo (DOP)

Fonte: Elaborazioni SL&A (2009)

Uno degli strumenti a disposizione per la promozione in Italia e all’estero dei prodotti tipici è il cosiddetto “turismo enogastronomico” cioè quella forma di turismo volta all’esplorazione delle realtà enogastronomiche di una particolare regione. Tra le altre attività, questo tipo di turista, presterà particolare attenzione nel frequentare ristoranti che propongono piatti, prodotti tipici e vini del territorio e nel visitare cantine e aziende agroalimentari aperte al pubblico. Questo a dimostrazione di come la gastronomia non si esprime solo in un atto di consumo, ma sia diventato un vero e proprio criterio di scelta di una destinazione turistica. Tramite le degustazioni dei prodotti locali il consumatore/turista scopre il territorio, le sue eccellenze e tipicità che lo rendono unico e appetibile. L’Italia, grazie al complesso e generoso patrimonio enogastronomico, è una delle nazioni in cui questo tipo di turismo è maggiormente praticato e praticabile.