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3.1. Aspetti generali del Web 2.0

Web 2.0 è un’etichetta attribuita a quell’insieme di servizi che permettono ai navigatori di partecipare alla generazione dei contenuti e di segnalarsi reciprocamente le risorse più interessanti presenti sul web (Pascucci, 2010, 8). Con questo termine si fa quindi riferimento ai servizi internet di seconda generazione che si fondano sulla collaborazione e condivisione di elementi tra gli utenti.

Quest’aspetto rappresenta la maggiore differenza che c’è la il Web 1.0 e il Web 2.0. Nel Web 1.0 erano pochi i soggetti che potevano pubblicare e diffondere contenuti online perché era necessario essere a conoscenza dei linguaggi impiegati per la pubblicazione. Oggi invece non è più così: la struttura tecnica è già predisposta e l’utente deve solo occuparsi del contenuto che intende pubblicare.

L’internet marketing è il marketing basato sulle applicazioni consentite da Internet, ovvero l’uso di Internet per realizzare gli obiettivi di marketing che l’azienda si prefigge (Pascucci, 2010, 97).

Ci sono tre principali tipologie di applicazioni che possiamo etichettare con il termine Web 2.0:

• Il blog, un particolare tipo di sito web in cui i contenuti vengono visualizzati in forma cronologica. In genere un blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile ad un articolo di giornale. Il termine blog è la contrazione di web-log1, ovvero “diario in rete”.

  • I social network come Facebook e Twitter. Il termine può essere utilizzato con due diverse accezioni: da una parte social network, come traduzione inglese del termine rete sociale, indica un insieme di individui che sono collegati tra loro da un qualche tipo di relazione (familiare, un rapporto di lavoro, etc.), che condividono interessi e che sono interessate a collaborare e condividere idee e informazioni, mentre dall’altra la sua accezione inglese viene utilizzata nell’ambito del web per indicare i siti che rendono possibile la creazione di una rete sociale virtuale, ovvero che semplificano la nascita e il mantenimento dei legami.
  • Gli aggregatori di contenuti multimediali generati dagli utenti come ad esempio Youtube.

Tutti questi sistemi di condivisione sono molto diffusi poiché permettono di caricare il contenuto in un sito e utilizzarlo in luoghi virtuali differenti semplicemente copiando un codice. In questo modo il contenuto può essere utilizzato anche da terzi e aumenta la sua probabilità di visualizzazione innescando il “passaparola” secondo la logica del “viral marketing”19 .

18 Log ha propriamente significato di ‘diario, giornale’ in origine solo nella terminologia nautica dove il logbook è il cosiddetto giornale o diario di bordo ma successivamente anche in quella informatica (log e login dal 1963), da cui la scelta della parola, ad esempio in luogo di diary.

19 Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale. È un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.