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4.1.1. Metodologia

Lo scopo di questo lavoro è conoscere le abitudini online delle aziende italiane che realizzano e commercializzano prodotti tipici.

Si è partiti analizzando un campione di 1008 aziende (il cui elenco si trova in appendice) appartenenti al settore food&beverage fornito da Fabio Carucci dell’azienda BBC di Tolentino39 . Si tratta di imprese che si sono iscritte gratuitamente al sito www.prodottitipici.it per avere una maggiore visibilità.

Il primo passo è consistito nel raggruppare le aziende sulla base della regione di appartenenza. Da questa analisi è risultato che la maggior parte delle aziende del campione si trova nelle Marche (il 33%).

39 La BBC è un’azienda che opera da oltre 10 anni sul settore Internet e che realizza siti Web autogestibili dai clienti offrendo un’ampia gamma di servizi che vanno dalla semplice registrazione del dominio a soluzioni più complete e complesse come un sito di e-commerce per la vendita online con carta di credito.

La collaborazione con quest’azienda è nata in seguito alla partecipazione, come ospiti, di Fabio Carucci e Manuela Tenti, ad un seminario sul Web marketing organizzato dalla Professoressa Federica Pascucci e tenutosi presso l’Università di Economia di Ancona.

Fonte: elaborazione personale

Come si vede dal grafico la seconda regione che ha il maggior numero d’imprese registrate sul portale www.prodottitipici.it è il Piemonte e la Sicilia con solo l’8%. Uno dei motivi principali potrebbe essere rappresentato dal fatto che la BBC è un’azienda marchigiana e quindi meno conosciuta nelle altre regioni italiane.

Un altro dato interessante che si può rilevare da questa elaborazione è la distribuzione per zona geografica. Infatti, la maggior parte di aziende di prodotti tipici, presenti nel database della BBC, sono localizzate nel centro/sud (l’84% del totale).

Fonte: elaborazione personale Questo dato è coerente con quanto in precedenza affermato: nel centro e nel sud dell’Italia ci sono una maggior concentrazione di piccole e medie aziende che producono e commercializzano i prodotti tipici delle loro terre. Infatti, in queste zone, dove ancora l’agricoltura è una realtà preponderante, è più viva la volontà di tramandare nel tempo le proprie tradizioni.

 

Si è arrivati a questo risultato attraverso la funzione “Tabella Pivot” del foglio di calcolo “Excel40”.

Fonte: Elaborazione personale

40 Tramite la funzione “Tabella Pivot” ( ) si ha la possibilità visualizzare i dati in modo diverso da come si presentano in un classico prospetto Excel. I dati nella tabella pivot vengono riepilogati sulla base di una specifica funzione. Questo vuol dire che vengono sommati, contati, moltiplicati… in base alle proprie esigenze. Nel caso del raggruppamento per regione sono state estratte solo le regioni. In questo modo si ha la possibilità di raggruppare le aziende e attraverso il conteggio automatico calcolare il numero di imprese che appartengono alla stessa regione.

 

Ovviamente tramite la tabella pivot c’è anche la possibilità di realizzare grafici (come

quelli precedenti) prendendo in considerazione due o più variabili.

Il passo successivo del lavoro è consistito nell’analizzare i siti web di tutte le aziende appartenenti al campione.

Per prima cosa sono state “scartate” le imprese che non producevano e/o non commercializzavano prodotti tipici in quanto non rientravano nel caso di studio.

La prima variabile presa in considerazione è la velocità di caricamenti dei siti internet. Per farlo si è utilizzato il sito http://www.webpagetest.org/ che permette di calcolare con precisione i secondi necessari al caricamento distinguendo tra la “velocità di primo caricamento” cioè il tempo necessario per far aprire l’home page e la “velocità di caricamento totale” cioè il tempo necessario affinché tutti gli elementi del sito siano caricati e disponibili agli utenti.

Fonte: www.webpagetest.org

Il funzionamento è molto semplice: si inserisce l’url del sito nell’apposita casella e si avvia il test che si compone di 3 fasi:

  • Waiting: fase di attesa del proprio turno;
  • Testing: fase di test vera e propria;
  • Done: ultima fase in cui vengono esposti i risultati ottenuti.

 

I dati presi in esame ai fini del lavoro sono solo quelli concernenti la velocità di caricamento, ma questo sito permette di studiare molti altri elementi come ad esempio la quantità di immagini contenute e di bytes scaricati.

Fonte: www.webpagetest.org

Come si vede dalla figura precedente, capita spesso che i tempi di primo e totale caricamento siano uguali. Questo è un indice di un buon funzionamento del sito web poiché una volta aperto è subito disponibile per l’utente.

I risultati ottenibili con questo test non sono sempre uguali. Infatti se lo si ripetesse due volte probabilmente si otterrebbero tempi leggermente differenti. Questo accade poiché la velocità di caricamento dipende dal server che si utilizza: se avviamo il test in un momento in cui il server presenta qualche disservizio il tempo di caricamento risulterà essere maggiore rispetto ad una situazione in cui il server funziona senza problemi. Un altro elemento da considerare è la “memoria cashe41” del computer.

Quando ci si collega ad un sito web, per la prima volta, questa memoria temporanea trattiene un insieme di dati che ci permettono di collegarci molto più velocemente nel caso in cui entrassimo in quel sito una seconda volta. Avviando il test su webpagetest.org dopo essere già entrati una volta su un determinato sito otterremo un tempo di caricamento sicuramente più basso. Questo accade anche se a collegarsi su quel sito è un altro utente da un’altra postazione poiché il server si “sveglia” e lavora più velocemente ottenendo prestazioni migliori (tempi di caricamento inferiori).

C’è da considerare, infine, anche il traffico sulla rete: se ci troviamo in un momento d’intasamento, i tempi ottenuti possono risultare maggiori (si tratta però di differenze minime dell’ordine di centesimi o decimi di secondi).

Gli altri elementi presi in considerazione nell’analisi dei siti web riguardano la presenza di lingue straniere, la possibilità di acquistare i prodotti online (e-commerce), gli strumenti utilizzati per l’interazione con gli utenti, il contenuto del sito Web e la sua usabilità.

41 In informatica, la cache, o meglio la memoria cache (dal termine Francese “caché” che significa nascosto), è una memoria temporanea, non visibile al software, che memorizza un insieme di dati che possano successivamente essere velocemente recuperati su richiesta. L’origine del nome deriva appunto dal fatto che la memoria cache ed il suo utilizzo sono trasparenti al programmatore, quindi “nascosti” allo stesso.