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4.1.2 I risultati: caratteristiche del sito, presenza sui social, e-commerce delle aziende indagate

Il primo dato interessante è rappresentato dal fatto che molti siti, teoricamente, danno la possibilità di scegliere tra diverse lingue ma poi nella pratica, quando si va a selezionarne una solo poche di queste sono realmente selezionabili.

I dati ottenuti dall’analisi sono i seguenti: oltre all’italiano le lingue maggiormente presenti sono, in ordine, l’inglese, il tedesco, il francese e lo spagnolo. In rarissimi casi è presente anche il cinese, giapponese, polacco, russo e portoghese.

Fonte: elaborazione personale

Uno dei vantaggi principali di un sito web è quello di portare maggiore visibilità e accessibilità in quanto è disponibile 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. Ci si può collegare quando si vuole e in qualunque parte del mondo.

Avere la possibilità di cambiare la lingua del sito contribuisce al raggiungimento di obiettivi che ci si prefigge. Non si può pretendere di essere conosciuti all’estero se non si concede la possibilità agli straniere di tradurre le pagine nella propria lingua.

Portando avanti l’analisi ci si è chiesti anche quante, di queste aziende, utilizzassero il proprio sito come canale aggiuntivo di vendita.

 

Il risultato ottenuto è molto significativo.

Figura 4.7 – L’E-Commerce nei siti web

Fonte: elaborazione personale

Di tutto il campione solo il 20% circa utilizza il proprio sito web come canale di vendita.

Questi dati sono in linea con quanto in precedenza affermato: le vendite on line sono decisamente aumentate negli ultimi anni ma i prodotti più acquistati restano i viaggi, l’elettronica di consumo, prodotti per lo svago e il vestiario42. I prodotti alimentari, in generale, e quelli tipici, nello specifico, non sono ancora una fetta abbastanza rilevante degli acquisti fatti su Internet.

La caratteristica principale del Web 2.0 è la possibilità di condivisione di contenuti da parte degli utenti in quanto non è più necessario conoscere il linguaggio di pubblicazione: la struttura è già predefinita; si deve solo pensare al contenuto43 .

Tra gli strumenti più importanti ci sono i social network, i blog e tutti gli strumenti che permettono l’interazione diretta tra aziende e utenti.

42 Fonte: www.ilsole24ore.com 43 Pascucci F., “Il marketing tra reale e virtuale. Sfide ed opportunità nell’era digitale”.

 

Altro aspetto, quindi, preso in considerazione durante l’analisi dei siti Internet è il livello d’interazione che le aziende hanno con gli utenti. In particolare si è andati a cercare la loro presenza sui social network più conosciuti, se è presente un blog aziendale e se offrono la possibilità di interagire tramite chat o programmi di telefonate online.

Fonte: elaborazioni del tesista.

Come si vede dal grafico la maggior parte delle aziende è presente su Facebook (54%) e Twitter (23%) seguiti dal canale Youtube (11%). Sono poche le aziende che hanno un blog (7%) e che utilizzano Skype (4%) mentre rasentano lo zero quelle che hanno un forum di discussione o la chat per “dialogare” in tempo reale.

Questi strumenti permettono di avere un rapporto migliore con i possibili clienti e quindi sarebbe opportuno dedicare energie e tempo alla loro gestione.

Quando si analizza un sito web un elemento importante da considerare è il suo contenuto. La maggior parte delle aziende ha la tendenza a realizzare un sito-vetrina cioè una semplice fotografia di cosa l’azienda fa, dove si trova e qual è la sua storia. In questo modo non colgono tutte le opportunità che questo strumento può offrire. Quando si descrive il luogo in cui di ci trova (il cosiddetto “Dove siamo”) una buona idea sarebbe quella di promozionare la zona di appartenenza.

Una buona presentazione potrebbe invogliare gli utenti a visitare il paese o la città e a cercare l’azienda. Alcune, infatti, propongono dei tour enogastronomici cercando di sfruttare le bellezze che il territorio che le circonda offre: in questo modo i possibili clienti sono maggiormente invogliati nell’acquistare i prodotti di quell’azienda poiché collegheranno la bella esperienza vissuta ai prodotti e servizi dell’azienda stessa.

Purtroppo però sono davvero molto poche le aziende che la pensano in questo modo. L’analisi ha evidenziato che solo l’8% circa di esse ha una sezione dedicata alla promozione del territorio che le circonda.

Un altro modo per cercare di fidelizzare il cliente è permettergli di personalizzare l’home page: adattando il sito alle proprie esigenze, il cliente prenderà sempre maggior confidenza con esso fino ad arrivare a voler utilizzare esclusivamente quell’azienda per l’acquisto di quei determinati prodotti. Dall’analisi del campione è risultato che nessun sito web offre questa possibilità.

Altre variabili prese in considerazione sono la presenza di musica in sottofondo e la versione mobile. Diverse aziende (ben il 6,68% del campione) hanno questa “scomoda” abitudine di far partire della musica all’apertura del sito.

È un elemento che spesso finisce per infastidire i navigatori e potrebbe anche portarli a cambiare sito (soprattutto se non si riesce a trovare facilmente il tasto per interrompere l’esecuzione della melodia).

Parlando, infine, del mobile si nota che neanche l’1% delle aziende prevede una versione ad hoc per il cellulare o una application. Oggi grazie ai piani tariffari che permettono di navigare quanto si vuole ovunque ci si trovi (basta che ci sia segnale) gli utenti sono portati a collegarsi sempre più spesso tramite i propri dispositivi mobili.

Molto spesso c’è la tendenza a realizzare siti web in flash44: anche se esteticamente sono molto attraenti, quando vi si accede da un dispositivo mobile ci si ritrova nella spiacevole situazione di vedere gli elementi tutti posizionati in maniera differente e di far fatica a navigare nel sito. Ovviamente dispositivi come smartphone e tablet sono diversi dai computer: realizzare delle “app” oppure prevedere una versione per il mobile incrementerebbe di molto la visibilità dell’azienda. Si tratta di un’opportunità che queste aziende, però, non hanno ancora colto (come si può notare dal grafico che segue).

Fonte: elaborazione personale

 

Un ultimo punto, non per importanza, da tenere in considerazione quando si analizza un sito Web è l’usabilità. Essa è definita  dall’ISO (International Organisation for Standardisation), come l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti. In pratica definisce il grado di facilità e soddisfazione con cui si compie l’interazione tra l’uomo e uno strumento (console, leva del cambio, interfaccia grafica, ecc.)

In questo lavoro l’usabilità fa riferimento alla facilità con la quale un utente riesce a trovare i contatti e i prodotti dell’azienda.

Di solito la si misura in numero di clic del mouse. Maggiore è il numero di clic del mouse necessari per trovare un’informazione minore sarà l’usabilità di quel sito.

La maggior parte (l’85%) delle aziende del campione analizzato ha un sito facile da utilizzare.

Fonte: elaborazione personale

45 Fonte: http://it.wikipedia.org/

Dando un giudizio complessivo sui siti web analizzati si può affermare che esse rispecchiano abbastanza la realtà italiana.

Le piccole e medie aziende (come sono quelle del campione) sarebbero le prime a trarre vantaggio dall’utilizzo di un sito web ben realizzato e gestito: si tratta di uno strumento che porterebbe a grandi passi avanti ma che non viene ancora opportunamente sfruttato.

Ci si limita alla sola presenza Online limitando gli sforzi al minimo possibile. Non bisogna essere una grande azienda per avere un sito Web eccellente o per sfruttare al meglio le nuove piattaforme d’interazione con i clienti.

Il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza di aziende di piccole e medie dimensioni che resteranno tale se continueranno a comportarsi sempre allo stesso modo.