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Cucina regionale e a km 0, ecco la Buon Ricordo

Il settore turistico è uno di quelli che nonostante la crisi è crescito anche nel 2012, con ottime previsioni anche per il 2013 e per quanto in tanti cerchino biglietti aerei per destinazioni esotiche o all’insegna del divertimento, una fetta sempre più importante di viaggiatori ed appassionati di enogastronomia, sta rivolgendo le sue attenzioni verso la cucina regionale e a km 0, ovvero quella tipologia d’attività che privilegiano l’acquisto di materie prime locali.

In questo quadro s’inserisce l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, attiva da oltre 49 anni in questo settore e che vanta ben 103 ristoranti associati. La società è stata una delle prime a sviluppare il concetto di km 0, in un’epoca in cui la cucina regionale veniva bellamente snobbata, ma che oggi con la diffusione del turismo sostenibile anche in Italia (nei paesi del nord Europa e soprattutto in Danimarca è una pratica diffusissima con tanto di certificazioni), sta finalmente raccogliendo quanto di buono coltivato nel corso del tempo.

Scegliere uno qualsiasi dei ristoranti che si fregiano del marchio del Buon Ricordo, presenti in tutte le principali città italiane, dal nord al sud, da Cuneo a Bari, vuol dire non solo cucina tradizionale al 100%, ma anche scoprire quell’ospitalità autentica e non costruita artificialmente e dunque dove ogni cliente viene trattato al meglio e non visto come un semplice numero.

L’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo ha avuto originel nella lontana primavera del 1964 da un’idea di Dino Villani, personaggio di cultura nonchè maestro di comunicazione, creatore tra le altre cose anche di Miss Italia. Dino Villani iniziò associando un gruppo di ristoranti che puntavano alla qualità, con il preciso obiettivo di ridare notorietà e prestigio alle innumerevoli espressioni locali della tradizione gastronomica italiana, in quell’epoca poco valorizzata. In seguito altre realtà decisero di aderire all’iniziativa, venendo selezionate sulla base dell’impegno a proporre anche una linea di cucina tipica del territorio, oltre che di tenere sempre in carta, tutti i giorni dell’anno, “una specialità” che ne doveva essere la rappresentazione più rigorosa ed esemplare.

E’ insomma grazie anche a quest’associazione che diversi sapori e prodotti sono sopravvissuti al tempo, permettendo così alla generazione presente (così come per le future), di poter sempre scoprire quanto di più tradizionale ed unico abbia da offrire la cucina italiana.

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