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Guida all’esportazione dei prodotti tipici

In questa pagina riportiamo una mini guida finalizzata a dare indicazioni basilari per le piccole e medie aziende che vogliono esportare i prodotti tipici.
In questa pagina cercheremo di dare alcune risposte alle domande più cumuni ad esempio:
-Per esportare è necessario essere registrati presso un apposito ente? Quale? Quanto costa? Come fare….
-L’ esportazione di alcolici richiedono il pagamento di un  dazio? In quali paesi, di quale entità?
-Quali sono le aziende specializzate che potrebbero essere partner per problemi doganali, etichettatura, consulenze varie,  ecc.
-E’ vero che ci sono aziende che curano tutta la catena dell’export? Quali sono, Quanto costa? Come funziona?
-Per la fatturazione, sono necessari particolari documenti doganali? Quali?

La guida è in fase di realizzazione, torna a visitarci i prossimi giorni per vedere gli ultimi aggiornamenti.

 

PRODOTTI SOGGETTI AD ACCISA

L’accisa (“excise duty”) è un’imposta indiretta, applicata alla produzione o al
consumo di determinati prodotti (petroliferi, bevande alcoliche, tabacchi, ecc).

Con la DIRETTIVA N. 92/12/CEE DEL CONSIGLIO del 25.02.1992 + DL 504/93 art. 6 (e successive modifiche) sono state dettate le norme relative al regime generale, alla detenzione, alla circolazione e ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa. Tale Direttiva, con effetto dal 1° aprile 2010, è stata sostituita dalla Direttiva 2008/118/CE. Le aliquote delle accise nei 27 Paesi UE possono essere individuate accedendo al sito dell’Unione europea.

Regime di sospensione di accisa – Direttiva 2008/118 Accise 

Si intende il regime fiscale applicabile alla fabbricazione, alla trasformazione, alla detenzione ed alla circolazione dei prodotti soggetti ad accisa fino al momento dell’esigibilità dell’accisa o del verificarsi di una causa di estinzione del debito d’imposta.

In base all’articolo 6 del D.lgs. 504/1995, la circolazione di prodotti sottoposti ad accisa, in regime sospensivo, nello Stato e nel territorio UE, compreso il caso in cui tali prodotti transitino per un Paese o un territorio terzo, può avvenire:

Per i prodotti provenienti da deposito fiscale:
• verso un altro deposito fiscale
• verso un destinatario registrato
• verso un luogo dal quale i prodotti lasciano il territorio della Comunita’, in quanto
destinati ad essere esportati
• verso i soggetti esenti di cui all ’articolo 17, comma 1, del D.lgs. 504/1995
(organizzazioni internazionali riconosciute, forze armate, ecc.).

Deposito fiscale: si intende l’impianto in cui vengono fabbricate, trasformate, detenute, ricevute o spedite merci sottoposte ad accisa, in regime di sospensione dei diritti di accisa, alle condizioni stabilite dall’amministrazione finanziaria.

Depositario autorizzato: si intende il soggetto titolare e responsabile della gestione del deposito fiscale.

Destinatario registrato: una persona fisica o giuridica autorizzata dalle autorità competenti dello Stato membro di destinazione, nell’esercizio della sua attività e alle condizioni fissate da dette autorità, a ricevere prodotti sottoposti ad accisa circolanti in regime di sospensione dall’accisa da un altro Stato membro.

Speditore registrato: una persona fisica o giuridica autorizzata dalle autorità competenti dello Stato membro di importazione, nell’esercizio della sua attività e alle condizioni fissate da dette autorità, unicamente a spedire prodotti sottoposti ad accisa in regime di sospensione dall’accisa a seguito dell’immissione in libera pratica.

 Scatta il nuovo regime elettronico

Dal 1° gennaio 2011 è obbligatorio l’e-AD (electronic administrative document) per il trasporto di prodotti vitivinicoli sottoposti ad accisa in regime di sospensione. Le nuove norme hanno modificato l’attuale quadro normativo e le disposizioni relative ai soggetti abilitati ad operare nell’ambito del regime sospensivo dei diritti di accisa.

La circolazione dei prodotti soggetti ad accisa (per i quali il debito di imposta non è stato assolto) di cui all’art. 6 del testo unico (dlgs 26 ottobre 1995, n. 504) avviene sotto la scorta dell’e-AD:

  •  i medesimi prodotti circolano accompagnati da una copia stampata dell’eAD che indichi in modo identificabile l’ARC (codice di riferimento amministrativo attribuito dal sistema informatizzato all’e-AD a seguito della convalida della relativa bozza);
  • Non prima del settimo giorno precedente la spedizione,  lo speditore presenta la bozza di e-AD al sistema informatizzato;
  • A seguito della convalida della bozza di e-AD e dell’attribuzione dell’ARC da parte del sistema informatizzato, lo speditore fornisce al trasportatore dei prodotti soggetti ad accisa la copia stampata dell’e-AD;
  • Il trasportatore custodisce la copia stampata dell’e-AD insieme ai prodotti trasportati. Tale documento è esibito ad ogni richiesta dei competenti organi di controllo;
  • Il destinatario prende in consegna, nel medesimo giorno in cui hanno termine le operazioni di scarico del mezzo di trasporto, i prodotti pervenuti, annotando nel registro di carico e scarico i dati accertati relativi alla qualità e quantità degli stessi, al soggetto ed all’impianto speditore e all’ARC dell’e-AD.
  • Non oltre cinque giorni lavorativi dopo la conclusione della circolazione, il destinatario presenta la nota di ricevimento al sistema informatizzato che, dopo averne verificato elettronicamente i dati, procede a convalidarla.

Per ulteriori informazioni fare riferimento a questo sito>.

Iter procedurale

In Italia, così come avviene negli altri Paesi UE, i soggetti che gestiscono depositi di prodotti sottoposti ad accisa e che vogliano spedirli devono chiedere al competente ufficio dell’Agenzia delle Dogane il rilascio di una licenza di esercizioIn sede di rilascio della licenza a tali soggetti viene attribuito un codice ditta alfanumerico (codice di accisa)  di 13 caratteri; esso viene attribuito a ciascun deposito fiscale.

In Italia il codice ditta e il codice d’accisa coincidono. In altri Paesi UE (Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Malta, Olanda, Polonia, Regno Unito), gli operatori possiedono due codici: uno relativo alla licenza di esercizio e uno relativo al deposito fiscale.

A garanzia dell’accisa gravante sul vino (e/o spumante) spedito verso altri paesi dell’UE, il deposito autorizzato è obbligato a versare un deposito cauzionale nella misura del 10% dell’imposta che grava sulla quantità massima di prodotti che possono essere detenuti nel deposito fiscale.

Viene disposto lo svincolo della cauzione al fine di garantire l’accisa sulla merce spedita:

  • quando è data la prova della presa in carico dei prodotti da parte del destinatario. Tale circostanza nel caso di circolazione comunitaria è attestata dalla conferma del buon esito dell’operazione comunicata dall’Agenzia delle Dogane in base alla nota di ricevimento trasmessa alla stessa dalla competente Autorità del Paese di arrivo;
  • per i prodotti destinati ad essere esportati, nel momento in cui gli stessi hanno lasciato il territorio UE, come attesta dalla conferma del buon esito dell’operazione comunicata dall’Agenzia delle Dogane in base alla nota di esportazione trasmessa dall’ufficio doganale di esportazione.

Approfondimenti  Vino , 153_2001_Depositi_fiscali

Piccoli produttori di vino 

I produttori di vino che producono in media meno di 1.000 ettolitri di vino all’anno, con riferimento alla produzione media dell’ultimo quinquennio, sono considerati piccoli produttori.

I piccoli produttori di vino, conseguentemente:

• non sono dotati né di deposito fiscale, né di codice di accisa;
• per la circolazione intracomunitaria del vino non sono tenuti ad emettere il
DAA telematico (e, in pratica, non sono toccati dalle innovazioni in tema di
telematizzazione delle accise); si limitano ad emettere il DA – documento
agricolo, previsto dalla normativa comunitaria in tema di tutela agricola;
• non sono tenuti a prestare garanzia a fronte dell’accisa gravante in
relazione al vino detenuto e a quello spedito.

Si osserva che le agevolazioni sopra indicate sono previste solo per i produttori di vino. Ai produttori di altre bevande fermentate diverse dal vino e dalla birra, tornano invece applicabili le disposizioni previste per gli altri operatori.

Circolazione di prodotti ad accisa assolta 

La circolazione nazionale e comunitaria dei prodotti assoggettati ad accisa (prodotti ad accisa assolta) viene eseguita sotto la scorta del Documento di Accompagnamento Semplificato (DAS).

Il DAS si compone di tre esemplari:

• il primo viene conservato dallo speditore;
• il secondo e il terzo scortano la merce e di questi:
– uno viene custodito dal destinatario a corredo della propria contabilità;
– l’altro viene restituito al mittente ai fini dell’appuramento, nei casi in cui tale
procedura sia prevista e, cioè, quando i prodotti siano inviati ad un operatore
localizzato in altro Paese membro e si renda quindi possibile chiedere il rimborso
dell’accisa nazionale assolta,  oppure quando il destinatario nazionale non sia un depositario autorizzato ed intenda ricevere prodotti già immessi in consumo in un altro Paese UE.

 

CESSIONI INTRACOMUNITARIE

La vendita di beni a imprese con sede nel territorio UE, con invio degli stessi
in altro Paese UE, è definita cessione intracomunitaria.

A partire dal 1° gennaio 1993, relativamente agli scambi intracomunitari di beni, viene
applicata una procedura di carattere transitorio. I caratteri del regime transitorio sono
i seguenti:
• abolizione delle formalità doganali negli scambi di beni tra gli Stati membri
• sistema VIES (VAT Information Exchange System) e INTRASTAT per il controllo
delle operazioni
• applicazione del principio della tassazione nel Paese di destinazione dei beni,
relativamente agli scambi tra operatori economici.

Per approfondimenti in tema di procedure operative si consiglia “ABC dell’import-export“, la guida dell’Unione Europea.

Iscrizione all’archivio VIES

L’operatore italiano che intende porre in essere operazioni intracomunitarie deve verificare che il proprio numero identificativo Iva risulti iscritto nella banca dati VIES (VAT Information Exchange System), accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate. Nel caso in cui l’operatore italiano non risulti ancora incluso nell’archivio VIES o sia stato dal medesimo depennato, egli deve manifestare la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie mediante apposita istanza da presentare ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, riportando i dati relativi ai volumi presunti degli delle cessioni di beni e prestazioni di servizi resi.

Adempimenti INTRASTAT

Le principali novità introdotte dalle Direttive 2008/8/CE e 2008/117/CE (di modifica della Direttiva 2006/112/CE) e dalla normativa italiana di recepimento (D.lgs. 18/2010 e normativa secondaria), in vigore dal 1° gennaio 2010 sono:

• l’estensione dell’obbligo della presentazione degli elenchi riepilogativi anche alle prestazioni di servizi effettuate in ambito comunitario per le quali, riguardo alla territorialità, vale la regola generale del Paese del committente;

• presentazione esclusivamente per via telematica (sistema EDI) degli elenchi INTRA beni/servizi all’Agenzia delle Dogane; a partire dal 10 maggio 2010 tutti i soggetti in possesso di abilitazione ai servizi Entratel o Fisconline possono trasmettere i suddetti elenchi INTRA anche tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. La trasmissione può essere effettuata direttamente dai contribuenti o tramite gli intermediari abilitati;

• nuove soglie per determinare la periodicità di presentazione degli elenchi mensili e trimestrali e l’abolizione della periodicità annuale. Le nuove periodicità sono quindi solo due:

  1. trimestrale, per i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri solari precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro;
  2. mensile, per i restanti soggetti.

 

 

 

  • natascya

    ma la guida dov’è