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Boom da 4 miliardi per l’enoturismo

In un momento di crisi come quello attuale,uno spiraglio positivo arriva dal settore enologico,che oltre ad un aumento della produzione vinicola,vede la presenza di numerose persone nei luoghi di produzione del vino.

Il buon vino genera una florida economia.La vendemmia di quest’anno,2015,ha un trend di crescita positivo,così come la partecipazione di pubblico a Cantine Aperte,l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino,che dal 1994,porta la gente nei luoghi del vino.Un modo per far conoscere da vicino le zone vinicole italiane e le diverse qualità di uve.Zona che vai uve che trovi.L’Italia,infatti,vanta una varietà di vigneti particolari,di cui molti autoctoni,( i marchi Doc e Docg sono 415) che producono eccellenti vini.Sono oltre 44 milioni gli ettolitri di vini prodotti.

Ogni anno sono tre milioni i turisti che scelgono mete turistiche legate al vino,con un giro d’affari di quattro miliardi.

Quali sono le mete più gettonate dall’enoturismo? Le regioni che accolgono più enoturisti,sono quelle ad alta vocazione vinicola,tra cui la Lombardia,Piemonte,Veneto,Toscana,per spostarsi poi in Puglia e Sicilia.Ci sono poi regioni emergenti come le Marche e l’Abruzzo.

Come fare per far crescere ancor più questo settore?

Si parla di rivedere la Legge Le Strade Del Vino (la 268/99), così da consentire alle cantine di far pagare degustazioni e visite senza dover trasformarsi in agriturismi,locande,ristoranti,bar.

Cantine aperte tutto l’anno per far si che la gente si avvicini sempre più alle eccellenze del Made in Italy.

Gli stranieri impazzano per le nostre campagne,per i vigneti ed i luoghi ameni che li circondano,ecco allora una buona idea su cui lavorare.Aprire le strade all’enoturismo significa tornare alle origini,alle tradizioni dei nostri antenati…..è un ritornare sui nostri ed i loro luoghi.

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