Naviga

Agri biotech

Fondi per agricoltura BioTech

Con la legge di Stabilità del 2016 è stato stanziato un finanziamento di 21 milioni su un progetto di ricerca pubblica triennale che verrà gestito dal Crea, il Centro specializzato del ministero delle Politiche agricole che è stato migliorato nel corso dell’ultimo anno. Sono state quelle qui di seguito le parole del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina: «Vogliamo tutelare al massimo il nostro patrimonio unico di biodiversità che fa dell’Italia un punto di riferimento per il mondo a livello agroalimentare. Investiamo sulle migliori tecnologie per tutelare le nostre produzioni principali: dalla vite all’olivo, dal pesco al pero».

Principalmente l’obiettivo di questo finanziamento è continuare a non aprire la strada agli Ogm transgenici ed anche migliorare le caratterizzazioni produttive del sistema italiano. Alcune specie di colture che verranno coinvolte in questo programma sono il pesco, il pomodoro, l’albicocco, gli agrumi, la melanzana, il melo, il ciliegio, e il pioppo; verranno avviate delle iniziative di ricerca in laboratorio con degli strumenti biotecnologici innovativi: la “cisgenesi” e il “genome editing”. Queste due tecniche possono migliorare la genetica senza però dover alterare ciò che caratterizza la produzione del sistema agroalimentare a differenza degli Ogm transgenici.

Infatti ci sono già diversi documenti che certificano la differenza tra queste tecniche e quelle transgeniche sia a livello europeo che mondiale dove anche gli Stati Uniti sono d’accordo a non classificare il “genome editing” come Ogm. Con questi strumenti non si inseriscono elementi estranei a quelli delle specie così i prodotti non potranno essere diversi da quelli ottenuti con incroci tradizionali, secondo gli esperti poi queste tecniche rafforzerebbero le piante contro le malattie.

Il controllo e lo sviluppo digitale entrerà anche nell’agricoltura e successivamente negli allevamenti, perché il Crea aprirà un portale open data in collaborazione con università, istituzioni locali, gruppi di ricerca e aziende che si occupano di sviluppo tecnologico. In futuro alquanto prossimo, secondo il ministero delle Politiche agricole avremo poi anche dei sensori collegati direttamente agli animali allevati, anche app che serviranno a gestire le stalle.

Per controllare i terreni usati nelle coltivazioni verranno creati dei sistemi di rilevamento dell’umidità in eccesso o in difetto e la gestione dell’irrigazione potrà essere controllata con il proprio cellulare, per elaborare poi tutte le informazioni sarà creato un vero e proprio centro digitale on line basato su sistemi cloud.

Poter contare per il nostro paese sul miglioramento genetico vegetale vuol dire accrescere efficienza produttiva e competitività, in questo modo poi le coltivazioni si adatteranno più facilmente ai cambiamenti climatici e non dovendo ricorrere all’utilizzo dei fitofarmaci ne guadagneremo anche in termini di naturalità e salute.