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A tavola con i Pokemon

Si chiama Pokemon Go ed è l’applicazione per smartphone che ha sconvolto nel giro di poche settimane, e non stiamo esagerando, la vita di ragazzi ed adulti che una volta installata sul proprio cellulare la usano per catturare dei simpatici a volte brutti animaletti, più simili a mostri, in realtà che si aggirano virtualmente nei nostri giardini, nei negozi ed anche nei musei, l’obiettivo è quello di catturarne il più possibile e vincere il gioco.

Trovare i Pokemon porta gli amanti di questa nuova moda-follia ad uscire di casa e visitare tutti i luoghi in cui il proprio gps del telefono indica siano presenti queste creature, ecco allora gruppi di persone, di tutte le età, aggirarsi in parchi pubblici, bar e qualsiasi altro luogo in cui riscontrino la presenza dei mostri. In Italia questo fenomeno è ancora piuttosto contenuto, se si può considerare contenuta una media di 65 mila giocatori che hanno cercato i Pokemon in soli 7 giorni,  rispetto al resto del mondo dove stanno nascendo addirittura contratti commerciali e collaborazioni fra ristoranti e bar e i titolari del gioco, per portare i mostriciattoli nelle loro strutture e attirare quindi grandi numeri di clienti.

Uno dei primi a sperimentare questa strategia è stato McDonald che in Giappone ha preso accordi per far diventare i ristoranti della catena un luogo chiave dove si possono trovare i Pokemon, in America già ci sono locali che mettono i cartelli fuori con scritto “qui trovato un Pokemon rarissimo” poiché si sono accorti di essere dei PokèStop, dei posti cioè in cui i giocatori fanno rifornimento di strumenti utili a catturare le creature, ed immediatamente hanno sfruttato l’occasione creando menu appositi a prezzi bassi per attirare la clientela.

Il capo della società Niantic che è quella che sviluppa il gioco Pokemon Go ha annunciato che i bar e i ristoranti interessati possono acquistare proprio all’interno del gioco stesso i moduli “esca” che li faranno diventare dei luoghi PokèStop, attualmente il costo di questi moduli non è certo basso perché costano 1,17 euro l’ora ma promettono di alzare i guadagni ed il numero dei clienti sicuramente; un noto imprenditore italo americano ha raccontato in un’intervista al New York post che la sua pizzeria ha aumentato i ricavi addirittura del 75% da quando è entrata a fare parte del gioco come luogo di “cattura”. Bisogna dire che nel nostro paese ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che si arrivi a questo mercato ma la tendenza a tentare nuove vie di promozione si sta facendo sentire.