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Dieci validi sostituti all’olio di Palma

Ormai è inevitabile quando ci si trova al supermercato non notare che la maggior parte dei biscotti e merendine riportano sulla confezione un logo ben evidente ed in primo piano che recita ” senza olio di palma”. Dai primi mesi del 2016 la questione, per nulla recente, sul fatto di eliminare o meno questo grasso dai prodotti alimentari ha subito una svolta fondamentale.

È stato comprovato che l’olio di palma è nocivo per la salute umana tramite uno studio dell’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, che ha dimostrato che i processi di raffinazione degli oli vegetali generano alcune sostanze tossiche e la palma è quella che ne produce più di tutti.
Perché questo grasso tropicale sarebbe tossico?
La colpa è del 3-Mcpd. Infatti l’olio di palma oltre a contenere molti grassi saturi che sono nemici del sistema cardiovascolare se assunti in grandi quantità, mediante i trattamenti chimici a cui viene sottoposto sviluppa una concentrazione di alcune sostanze tossiche tra cui appunto il 3-Mcpd che è dannoso per i reni.

Siccome l’olio di palma era presente in innumerevoli prodotti non solo dolciari, ma anche più delicati come quelli per bambini, molte aziende alimentari sono corse ai ripari e hanno provveduto a sostituire l’olio di palma con altri grassi.

I sostituti sono parecchi: sicuramente tra i primi c’è l’olio d’oliva, che però è molto costoso ed ah un sapore caratteristico che a volte non si sposa bene con prodotti dolciari, il burro che però essendo di origine animale non è consumato dai vegani e poi ha una quantità di grassi saturi alta, la margarina invece può essere un sostituto nutrizionalmente valido, basta controllare che non sia idrogenata.
Tra gli oli abbiamo quello di girasole che è quello più usato industrialmente, l’olio di mais che ha un sapore gradevole e non troppo caratterizzato, l’olio di riso dal sapore dolce e delicato adatto per i prodotti da forno, l’olio di cocco che può essere lavorato ad alte temperature, ma che ha un sapore particolare che influisce sul prodotto finale. Più particolari sono poi l’olio di colza, vegatale, ricavato dai semi dell’omonima pianta.

L’olio di colza si usa in Nord Europa e negli Stati Uniti, ma il suo alto contenuto di acido erucico ha fatto nascere dei dubbi sulla sua salubrità; la Metschnikowia pulcherrima che invece è un lievito oleoso, in Sud Africa lo usano per produrre vino e secondo gli esperti è il sostituito ideale per l’olio di palma, in ultimo c’è il cremolì che è una crema a base di olio d’oliva, burro di cacao, acqua e lecitina di girasole, è un’invenzione italiana e le sue  qualità sino molto simili all’olio di palma.
Molte caratteristiche sono migliori come la scioglievolazza in bocca, il lasciare spazio ad altri sapori e soprattutto, la cosa più importante,  è che è privo di colesterolo.