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Quanti e quali sono i prodotti italiani DOP e IGP?

Il 2 dicembre 2016 si è svolto l’ultimo censimento da parte del Ministero per le Politiche agricole. Tale censimento ha dimostrato che in Italia ci sono 809 certificazioni di qualità tra vini, carni, formaggi e oli italiani. I vini in particolare sono 523 varietà certificate, mentre carne, formaggio, olio e prodotti della terra danno un totale di 286 prodotti. Tutti questi beni made in Italy danno vita ad un giro d’affari per miliardi di euro, ecco perché affermare che il cibo italiano sia il migliore al mondo non è una frase errata. I prodotti certificati DOP, IGP, STG, devono seguire un rigido disciplinare, devono essere prodotti con materie prime di qualità e con metodi tradizionali, tutta la loro produzione viene seguita da organismi indipendenti. Per quanto riguarda l’Europa l’Italia e la prima indiscussa per produzione di prodotti tipici, al secondo posto c’è la Francia con 226, poi la Spagna con 185 prodotti, il Portogallo con 133 e la Grecia con 102. La Germania è invece al quinto posto con soli 84 marchi, questi dati risalgono al 2015 e possono essere consultati nel rapporto realizzato dalla Fondazione Qualivita insieme ad Ismea.

 

 

DOP, IGP, STG….MA COSA VUOL DIRE?

Cosa si intende quando sentiamo parlare di DOP, IGP, STG, eccetera. Sono dei marchi riconosciuti dall’Unione Europea su richiesta di paesi membri, che Dimostrano la qualità di un prodotto e lo tutelano da tentativi di imitazione e contraffazione. Con il marchio DOP si indica la Denominazione di Origine Protetta, ciò significa che i prodotti con questa qualifica devono essere fatti esclusivamente in un’area geografica specifica indicata nel disciplinare, quest’ultimo è il testo che stabilisce come deve essere realizzato un prodotto. Un bene con certificazione DOP deve avere sia le materie prime, che il processo di trasformazione tutto concentrato nella stessa area geografica, e niente può essere acquistato o  provenire da altre parti d’Italia o estere. Per area geografica in cui si possono realizzare prodotti DOP si può intendere dal singolo comune fino a aree più estese di numerose province. Chiunque vorrà provare a riprodurre un prodotto tipico DOP non deve imitare la denominazione originale. Per quanto riguarda invece la denominazione IGP, questa significa indicazione geografica protetta e si differenzia dalla top in quanto un prodotto IGP dovrà avere una sola fase del processo produttivo che venga nell’area descritta dal disciplinare. Ad esempio parlando di un prosciutto la carne dei maiali può venire da altre parti d’Italia o anche da tutta Europa, basta che la lavorazione si svolga in un’area specifica contrassegnata. Meno pregiati infine ci sono i prodotti a marchio STG, ovvero specialità Tradizionale Garantita, che però hanno un livello di tutela molto basso e per questo poco conosciuto dalla maggior parte dei consumatori. L’Italia grazie all’export delle DOP e delle IGP ha un volume d’affari di 2,8 miliardi di euro, con Germania e Stati Uniti come principali mercati di sbocco. Nel 2014 il valore di tutti i prodotti tipici DOP e IGP al consumo è stato di 13,2 miliardi di euro. Naturalmente chi tenta di copiare e vendere i prodotti originali non manca, infatti è stato stimato da Euipo, l’ufficio e per la proprietà intellettuale che i prodotti falsi venduti nel mondo provocano un danno economico all nostro paese di 680 milioni di euro e all’Europa di 4,3 miliardi.