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Libri da leggere, i Dieci comandamenti del cibo

Libri di cucina, di ricette, di consigli su cosa portare in tavola e su quali alimenti sono migliori rispetto ad altri ce ne sono molti. Se già avete una libreria ben fornita sul tema enogastronomico e sui ricettari, potrete sicuramente trovare un posticino al nuovo libro del critico Jay Rayner. In questo volume l’autore indossa i panni di Mosè e regala così le leggi della tavola. Il libro si intitola “i dieci comandamenti del cibo:le leggi della tavola”, l’autore è un critico e food writer londinese, giornalista per l’Observer, ma anche un conduttore radiofonico e televisivo della BBC,  un pianista del Jay Rayner Jazz Quartet, che con sarcasmo fa un viaggio attraverso le ossessioni della modernità del cibo. Il suo essere eclettico lo rende uno dei food autori più acuti degli ultimi tempi, con questo libro si vuole colpire soprattutto la contemporaneità ossessionata dall’alimentazione.

L’autore così si trasforma in un Mosè gastronomico con competenza, autorevolezza, intuito e denti buoni per emanare leggi a noi più miserabili. Il primo comandamento del libro si intitola “mangia con le mani”, in questo modo Jay vuole dirci di liberarci di tutti gli oggetti di metallo, che sono in questo caso le posate, che non fanno apprezzare il gusto vero del cibo, l’autore dice di augurarsi che le persone tornino a gustare il cibo come gli animali, abbandonando per un attimo il galateo. Interessante è anche il secondo comandamento che recita “onora gli avanzi”, nel terzo invece che si intitola “desidera la roba d’altri”, sì ribatte sul tema dell’ attualità dove tendiamo ad impadronirsi delle cose e delle scoperte altrui, anche le ricette secondo questo libro devono essere di tutti.

Il quarto capitolo chiamato “ricordati di cucinare almeno ogni tanto”, sposta l’attenzione sul fatto del cucinare sempre meno a casa o di mangiare frettolosamente un panino. “Non eliminare il grasso” è invece il titolo del quinto capitolo che definisce il grasso qualcosa di piacevolmente scivoloso che da un senso alla vita; nel sesto capitolo l’autore invita a “scegliere con attenzione i tuoi commensali”, è uno dei capitoli più divertenti, il settimo recita “non dileggiare i vegetariani”; l’autore non vuole sbeffeggiare chi non mangia carne ma dice che il futuro della cucina non è nelle mani di coloro che hanno rinunciato del tutto a mangiare animali. L’ottavo capitolo si chiama “onora la roba che puzza” ed invita a mangiare alimenti dall’odore un po’ particolare per avere un esperienza fortificante, nel nono capitolo dice di “non fare del cibo la tua medicina”, mentre nel decimo scrive “onora il maiale”, perché questo animale ci dà così tanto nonostante un nome poco carino che gli abbiamo dato. Il comandamento finale l’undicesimo recita  “niente profeti per favore”, l’autore non ama troppo l’aridità e il moralismo, perché secondo lui tolgono gioia alla vita e soprattutto alla cena.