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Come sta il vino italiano: chi e quanto si beve, quanto vend

In occasione dell’assemblea annuale di Federvini, a Roma, il Censis ha stilato un report sulla situazione dell’industria del vino in Italia chiamata “Il valore economico e sociale del settore del vino e dei suoi protagonisti”. Il vino è un prodotto da sempre presente nella buona dieta mediterranea, dal 1983 fino al 2016 oltre il 50% della popolazione ne fa consumo. Stanno diminuendo invece i grandi consumatori cioè coloro che bevono più di mezzo litro di vino al giorno, lo scorso anno oltre 28 milioni di persone hanno bevuto vino. Secondo la ricerca del Censis gli italiani associano il vino a dei momenti significativi della propria vita, come feste ed eventi, praticamente dove c’è il vino si trova anche un momento sociale e conviviale. Chi compra vino punta sempre di più alla qualità e non bada al prezzo, infatti c’è stata un’inversione di tendenza rispetto a quello che fino a qualche anno fa era il calo della spesa. C’è stato un aumento della spesa del 9%, significativo è il fatto che ogni italiano ha ridotto la propria spesa alimentare dello 0,3% ma ha aumentato quella per il vino dell’8,1%. Si acquista prevalentemente vino di provenienza italiana con certificazione, molta attenzione si ripone anche nel brand, infatti il marchio per il 70% degli italiani è una componente fondamentale che influenza la propria scelta. Il vino è anche un prodotto strettamente legato al territorio, che racchiude cultura, tradizione, storia. Sono oltre 24 milioni gli italiani che hanno dichiarato di aver partecipato almeno ad un’attività quali sagre, eventi enogastronomici, o eventi enocorrelati.

D’altronde l’Italia è il paese del vino, con una produzione pari a 50,9 milioni di ettolitri l’anno, che è superiore a quella della Francia, della Spagna, della Germania, del Portogallo. Diversi sono i dati riguardanti il valore unitario in ettolitri ricavato dal rapporto tra il valore della produzione di vino e la produzione di vino in quantità, in questo la Francia è invece al primo posto. Il periodo è d’oro per l’esportazione, che nello scorso anno ha avuto un aumento del 27,6% rispetto agli ultimi quattro anni, con i 5,6 miliardi di euro raggiunti. L’Italia è, dopo la Spagna, il principale paese esportatore di vino in quantità con 20,6 milioni di ettolitri. Le certificazioni che hanno avuto maggiori incrementi nell’export sono stati i DOP il cui valore è cresciuto del 44,8% e le quantità del 20,5%, gli Igp hanno avuto una crescita del 24,1% ma una riduzione delle quantità del 3,7%, mentre i varietali hanno registrato un + 11,9 % e in fattori di quantità un +15,1%, Meno apprezzati ed esportati sono stati invece i vini comuni dove le quantità hanno avuto un -38,7% ed un valore di -13,2%.