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PerseoMedusa-vino

Il vino che costa 330 mila euro

C’è un imprenditore di Montepulciano, provincia di Siena, che si chiama Pier Paolo Giglioni, che è legato fortemente all’Isola del Giglio, qui ha una casa e si occupa di vendere dei casali agli stranieri nella campagna della Val d’Orcia. Questo imprenditore 4 anni fa ha deciso di collocare metà di una produzione di vino in un fondo di investimento e di lasciare l’altra metà al mercato privato. L’idea di Giglioni nasce dalle caratteristiche delle Vigne che si coltivano sull’isola, che sono strettamente legate a tradizioni antiche e oggi vengono mantenute in una ventina di ettari coltivati.

I vigneti dell’Isola del Giglio non possono essere trattati con mezzi meccanici e tutta la cura delle vigne, compresa la raccolta dell’uva deve essere realizzata a mano. Anche la produzione in questo territorio è molto limitata perché non può essere aumentata causa la morfologia della zona. In un certo senso quindi il vino che viene prodotto all’Isola del Giglio è unico e irriproducibile. Il vino che viene realizzato dall’imprenditore è un’Aconica in purezza, passato in acciaio che si affina per 24 mesi in bottiglia, ha un tappo in materiale ecologico senza carbonio, anche la sua confezione, il packaging, è esclusivo, infatti si può acquistare una valigetta contenente due bottiglie, una da collezione e l’altra creata per essere bevuta dove c’è anche un bracciale da bicipite, realizzato a mano, che si stacca dalla bottiglia e può essere indossato.

In questo progetto naturalmente è stato coinvolto anche il sindaco dell’isola, che definisce questo vino un modo per migliorare il territorio, arricchirlo e farlo rivivere. Il Comune ha ricevuto in omaggio la bottiglia numero uno della produzione, che viene realizzata da un’azienda vinicola locale chiamata La Fontuccia, che dal 2009 produce il vino bianco più conosciuto all’Isola del Giglio il “Senti oh” cui si realizzano 7000 bottiglie in due ettari di vigneto, il cui 10% viene esportato. Il vino da investimento è stato chiamato “Perseo e Medusa”, viene prodotto in sole e 600 bottiglie, il 10% del fatturato ricavato dalla vendita di questo vino andrà in una fondazione che tutela le tradizioni della cultura dell’isola del Giglio; le bottiglie vengono poi vendute all’asta, tramite collegamenti streaming da tutto il mondo a cui partecipano oltre 600 wine club e diversi investitori da Hong Kong, Honolulu, Miami, Dubai, Nuova Delhi, Shanghai, ed altre grandi città. Naturalmente un vino che è stato portato nell’alta finanza, con l’interesse di Morgan Stanley, non può avere un prezzo all’asta accessibile a tutti, una bottiglia è stata venduta a 330 mila euro!