Naviga

15354

Maggiore trasparenza sulle etichette degli alimenti

Lo scorso mese di Aprile ha segnato un importante cambiamento per le etichettature dei prodotti alimentari in vendita in tutti i negozi e supermercati. E’ scattato infatti l’obbligo di indicare sull’etichetta la sede e l’indirizzo dello stabilimento dove si produce o si confezionano gli alimenti. Sono previste per chi viola queste regole, multe dai 2000 euro fino a 15000 euro, in caso di mancata indicazione della località dove ha sede lo stabilimento, o il mancato evidenziare quello corretto, nel caso l’azienda ne abbia più di uno. I controlli per il rispetto della norma e per applicare le eventuali sanzioni è stato affidato all’Ispettorato repressione frodi. La Coldiretti è stata l’associazione che ha accolto con maggiore soddisfazione questo provvedimento, perché lo ritiene un freno ai prodotti ingannevoli che riportavano sulle confezioni la bandiera tricolore, non essendo invece prodotti o confezionati in italia.

Queste regole sono scaturite dai molti ricorsi che sono stati effettuati nei negoziati tra Roma e Bruxelles, la legge italiana infatti aveva già obbligato queste indicazioni per i produttori, ma le normative erano state abrogate a seguito del riordino della normativa europea sull’etichettatura alimentare. Se Coldiretti si dice molto soddisfatta di questo risultato il Codacons è invece scettico, perché chiede maggiore trasparenza soprattutto sulle materie prime che servono per la produzione di un alimento. Il ministro Martina però ha sottolineato come l’Italia sia riuscita a far stabilire la reintroduzione di queste importanti informazioni, che garantiscono notizie complete e corrette al consumatore e una immediata e migliore rintracciabilità degli alimenti per chi controlla, a beneficio della salute di tutti. Martina ha poi ribadito che è stato mantenuto un impegno verso tutti coloro, sia aziende che consumatori, che ne avevano chiesto il ripristino. Infatti l’ 84% degli italiani ritiene molto importante, conoscere, oltre l’origine degli ingredienti, anche dove questi vengono lavorati e trasformati. La Coldiretti comunque ci tiene ad informare che continuano anche gli impegni per poter inserire sulle etichette l’origine degli ingredienti, un dato che interessa al 96% degli italiani, per capire dove sono reperite le materie prime. Punto questo fondamentale per Rienzi, presidente Codacons, che afferma che la vera trasparenza nei confronti di chi acquista un alimento ci sarà solo quando i produttori inseriranno notizie sulla provenienza degli ingredienti usati, in questo modo i consumatori avranno garanzie e non ci saranno inganni e raggiri, permettendo loro di acquistare in piena consapevolezza,  poiché un’azienda che produce in Italia potrebbe benissimo aver acquistato materie prime da paesi esteri.