Eccellenze del territorio: la Patata Igp dell’alto viterbese

La patata dell’Alto Viterbese IGP è un prodotto di una qualità eccellente che è diventato ben presto simbolo di un territorio altrettanto ricco sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico. Nel 2014 è arrivata la denominazione IGP per questa particolare tipologia di patata della famiglia delle Solanacee. La patata dell’Alto Viterbese infatti, è esclusivamente quella che viene coltivata in una specifica area di produzione. Scopriamo insieme quali sono le caratteristiche di questa eccellenza del territorio e perché si tratta di un tipo di patata così pregiata da assaporare in cucina in vari modi.

Il territorio

La patata dell’Alto Viterbese IGP viene coltivata in un territorio ricco da un punto di vista naturale. È un prodotto realizzato però solo in quel contesto geografico di produzione da realtà come la Coop Centro Agricolo Alto Viterbese, nata nel 1970 e nel 2015 ha ottenuto la certificazione OP. Nello specifico, la coltivazione di tale patata ricade nel territorio a nord del Lazio in provincia di Viterbo. Ovvero parliamo di quel lembo di terra compreso tra la Toscana, l’Umbria e parte del lago di Bolsena. Questo comprensorio si caratterizza per un terreno speciale, del tipo vulcanico. Si tratta di un terreno di origine vulcanica ricco di potassio che risente anche dell’influenza del clima mite, grazie alla presenza del lago di Bolsena. Questo territorio risulta particolarmente adatto a coltivare tale tipo di patata. La sua ricchezza, rende il prodotto ancora più speciale. È bene specificare che i Comuni in cui si coltiva questa patata per ottenere il marchio IGP dell’Alto Viterbese sono: Grotte di Castro, Bolsena, Acquapendente, Onano, Latera, San Lorenzo Nuovo, Proceno e Valentano.

La patata IGP

La patata IGP ha un sapore gradevole, intenso ed è caratterizzata da una buccia liscia gialla. È un tipo di patata a pasta gialla. Ricca di sostanze nutritive, questa patata è innanzitutto un prodotto tracciabile. Infatti, la Cooperativa Alto Viterbese, realtà seria e storica che lavora alla coltivazione, conservazione e raccolta di tale tipo di patata segue quelle che sono le direttive europee. Il risultato è che ogni patata sarà tracciabile al 100%, così come previsto nell’ambito delle direttive europee che sono partite dal 1° gennaio 2005. Del resto, solo in questo modo si avrà la certezza di portare in tavola il tubero con il marchio IGP. Una delizia per il palato che offre anche una certa sicurezza alimentare a tavola!

Usi in cucina

Grazie alle ricche sostanze nutritive tali tipi di patate sono adatte a vari utilizzi in cucina. Il modo di cucinare la patata più conosciuto è sicuramente fritta. Oggigiorno con l’uso delle friggitrici ad aria, che puoi trovare qui, le patatine risultano meno pesanti grazie al poco utilizzo di olio. 

Ma le ricette con la patata IGP dell’alto viterbese non si fermano di certo alla frittura, grazie alle loro proprietà sono ottime al forno, lesse, trasformate in gnocchi od accompagnate con un secondo di carne o pesce. 

 Ma, al di là del modo in cui cucinerete le patate IGP dell’Alto Viterbese, siate certi che avrete a che fare sempre con un prodotto di qualità eccellente!

 

Share:

Potrebbe interessarti...