Il Gianduiotto piemontese

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Nella regione Piemonte c’è un cioccolatino che sicuramente i golosi conoscono benissimo e che è famoso nel mondo; stiamo parlando del Gianduiotto. Questa specialità è nata nella metà del 1800, e la sua ricetta è estremamente semplice perché fatto con cacao, zucchero e nocciole. Come molti dei prodotti antichi e che fanno parte della nostra tradizione anche i Gianduiotti sono stati inventati per usare le materie prime che si avevano a disposizione e non sprecare niente.

Infatti dopo le guerre risorgimentali il paese aveva una importante recessione economica da combattere e il governo aveva imposto di ridurre l’importazione di beni di lusso tra cui figurava anche il cacao. In questo modo una notissima azienda leader del cioccolato iniziò a produrre cioccolatini dove era diminuita la quantità di cacao che era stata sostituita dalla pasta delle nocciole piemontesi che erano e sono un prodotto agricolo tipico del territorio molto pregiato. Queste nocciole si coltivano in particolare nella zona delle Langhe, vicino Cuneo; oggi hanno ottenuto il riconoscimento IGP per la loro qualità eccelsa e sono pregiate e ricercate. Questo frutto ha un gusto fragrante ed un profumo intenso che viene trasferito anche al cioccolatino.

Dapprima i Gianduiotti non venivano prodotti in monoporzioni perché non si riusciva a dosare una piccola parte di impasto per l’alta concentrazione della pasta di nocciole, così veniva messo in un stampo più grande e poi tagliato a mano a seconda delle richieste. All’inizio il nome del Gianduiotto non era tale poi si è pensato di dargli questo nominativo in onore della maschera tradizionale piemontese Gianduia. Per essere così morbido e delicato però questo prodotto deve avere oltre ad ingredienti di qualità anche una lavorazione particolare tradizionale. Nell’impasto di base la quantità delle nocciole va dal 20 al 30% e da questo impasto si deve ottenere una pasta densa ma vellutata. Ci sono due metodi per creare il Gianduiotto, o per estrusione dove la pasta non finisce negli stampi ma viene direttamente colata sulle piastre, o il concaggio dal quale si ottiene un prodotto un po’ più duro e sicuramente più industriale. Comunque i macchinari gli danno la classica forma di barca rovesciata, poi i gianduiotti passano alla refrigerazione e una volta pronti vengono incartati in un foglio di alluminio solitamente dorato o argentato che conserva le sue cremose caratteristiche.

Sono passati più di 150 anni da quando è nato questo cioccolatino ed ancora è una delle eccellenze dolciarie dell’Italia che viene commercializzato ed apprezzato in tutto il mondo ed è inclusi tra i Prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.).