Lenticchia umbra

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Descrizione

Facendo un viaggio in Umbria che è la piccola regione dell’Italia centrale per eccellenza perché si trova all’interno del territorio senza essere bagnata dal mare si può fare un giro a Castelluccio di Norcia. Questa località si trova a 1400 metri slm nel bel mezzo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la cittadina è in provincia di Perugia ed ha origini molto antiche poiché sembra fosse già edificata al tempo dei romani. In questa zona si produce uno dei prodotti più rappresentativo e famoso dell’Umbria che è la lenticchia.

Questo legume ha, come la terra dove nasce origini antichissime, viene coltivata a 1500 metri e la quantità prodotta mediamente l’anno non è tantissima e questa è una delle caratteristiche che la rendono un prodotto eccellente. Queste terre passano inverni piuttosto rigidi e queste condizioni climatiche sono ideali per la pianta della lenticchia; la lenticchia di Castelluccio non deve essere trattate con sostanze che la conservino perché non viene attaccata da un insetto chiamato tonchio che si nutre di legumi.

La semina della lenticchia avviene all’inizio della primavera, nel giorno 1 di Maggio gli agricoltori fanno il giro di tutti i loro campi per fare dei riti che invochino la protezione per le piante seminate dal fuoco, dalle tempeste, dalla siccità e dalle cavallette, per materializzare questi riti vengono messe delle piccole croci fatte con ramoscelli d’ulivo nei terreni insieme a carboni benedetti e gocce d’acqua santa, poi si recita una preghiera a San Benedetto e Santa Scolastica. A luglio forse anche grazie a tali preghiere si procede al raccolto della lenticchia di maggiore qualità nel nostro paese; che viene divisa in mucchietti e lasciata essiccare.

Questo legume possiede delle qualità nutritive notevoli; è ricca di proteine, vitamine, fibre e sali minerali. Spesso viene consigliata a chi deve seguire una dieta ricca di ferro, fosforo e potassio, è assai nutritiva e povera di grassi Un’altra caratteristica importante della lenticchia di Castelluccio che la rende facilmente riconoscibile rispetto ad altre lenticchie di altre zone, è la buccia sottile e tenera che consente una preparazione più veloce perché si può cuocere direttamente senza ammollo, così da poter essere consumata più spesso anche da chi ha poco tempo da dedicare alla cucina. Il prodotto autentico ha ottenuto la denominazione la IGP e si distingue dalle imitazioni per il tipo di seme (piccolo). La ricetta più tradizionale per gustarla è quella di farla bollire in abbondante acqua insieme ad uno spicchio d’aglio, una costa di sedano, sale e pepe ed una volta cotta arricchirla con crostini di pane.