Marmellata tipica Marchigiana

Descrizione

La produzione di marmellate artigianali deve rispettare norme ben precise. I materiali e le attrezzature usate devono essere conformi al decreto legislativo 26 maggio 1997, ed anche i locali dove viene effettuata la produzione devono essere conformi allo stesso decreto. Tra la produzione di marmellate tipiche nelle Marche abbiamo la marmellata di more, che nella provincia di Macerata viene prodotta con more di gelso invece che quelle di rovo.

Questa marmellata di more si prepara facendo bollire le more che sono state precedentemente lavate dopo essere state raccolte dai cespugli. Una volta terminata la cottura la frutta viene schiacciata e passata al setaccio per eliminare i semi che non vengono inseriti nei vasetti del prodotto finito.

Alla purea di frutta si aggiunge poi succo di limone e zucchero e si riposiziona sul fuoco fino a cottura completata. Una volta finita l’ebollizione il composto viene inserito nei vasetti di vetro; questa marmellata viene prodotta nel periodo estivo, quando cioè sono a disposizione i frutti. Un’altra marmellata artigianale tipica è quella di mela rosa, una pianta che cresce in particolare nella zona dell’Appennino e dei Monti Sibillini.
La marmellata realizzata con questo frutto ha delle origini antichissime e il suo nome deriva dalla parola portoghese marmelo e dal greco “mela di miele”, questo frutto infatti ha la polpa che non potrebbe essere mangiata neanche in piena maturazione, perché pochissimo dolce, dura ed aspra; una volta che viene messa a cuocere per realizzare la marmellata invece, sua polpa si trasforma e diventa dolcissima senza aggiungere dolcificanti con un gradevole aroma di miele. Altre marmellate regionali marchigiane sono quella di visciole, un tipo di ciliegia, quella di rosa canina, quella di castagne e quella di mosto e mele che è particolarmente indicata da abbinare a formaggi a pasta dolcee morbida quali robiola e taleggio.