Pasta tipica Marche

Descrizione

Il clima delle Marche favorisce la coltivazione di cereali di alta qualità. I pastifici di oggi sono il risultato dell’evoluzione della pasta fatta in casa nell’antichità. La produzione di pasta ancora oggi segue i rituali di un tempo come le trafile in bronzo e i lunghi tempi di essiccamento. Tra la pasta tipica delle Marche la prima menzione va sicuramente ai maccheroncini di Campofilone, che possono essere prodotti solo nell’omonimo comune marchigiano e sono stati riconosciuti come prodotto tipico tradizionale della Regione Marche nel 1998. Sono delle tagliatelle sottilissime nate in principio dal fatto di non trovare sempre a disposizione le uova fresche, così le massaie, chiamate vergare in marchigiano, facevano e tendevano la pasta fresca quando era possibile e poi la mettevano ad essiccare per conservarla ed usarla quando ne avevano bisogno. Per non farla spezzare con il vento si è iniziato a tagliarle in maniera il più sottile possibile. Per i maccheroncini di Campofilone viene anche realizzata una sagra in estate a livello nazionale alla quale partecipano dalle quindici alle ventimila persone in quattro giorni. Questa regione ha poi due tipi di pasta senza uova fatta a mano che sono le cresc tajat dalla forma quadrata ricavati da farina di mais e usati per le zuppe di fagioli ceci e fave e i tajuli pilusi, dalla forma lunga e rettangolare che hanno come un velo superficiale dopo la cottura, per il loro impasto poco coeso. Concludiamo con una breve citazione poi per i passatelli in provincia di Pesaro e nella zona a confine con l’Emilia Romagna, dei quali ci occuperemo meglio proprio nell’articolo dedicato a questa regione.