Pistacchio Siciliano

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Descrizione

Il Pistacchio di Bronte si produce in Sicilia nell’omonimo paese in provincia di Catania, per cui rappresenta  un’importante fonte di reddito, tanto da essere soprannominato l'”Oro Verde”, per il suo alto valore commerciale. Si contano oltre 1000 produttori, la maggior parte con appezzamenti di circa 1 ettaro cadauno, nonché qualche grosso produttore con un multiplo di ettari. Il frutto raccolto viene in genere smallato ed asciugato dal produttore stesso, che poi lo vende in guscio alle aziende esportatrici. Vi sono circa una decina di aziende della lavorazione del pistacchio in concorrenza fra loro, alcune si occupano anche della lavorazione successiva e della commercializzazione. Il Pistacchio di Bronte è coltivato in parte dei comuni di Bronte, Adrano e Biancavilla.

Ma è a Bronte che c’è l’80 % della produzione Siciliana e che rappresenta lo 0,25 % della quantità prodotta nel mondo. Il pistacchio di Bronte in siciliano viene chiamato frastuca (il frutto) ed è una varietà di pistacchio a Denominazione di origine protetta DOP, conferitagli il 9 giugno del 2009 dall’Unione europea che pubblica il disciplinare. Dal Regolamento(CE)numero 510/2006 del consiglio si evincono tra l’altro il controllo sulla zona di produzione, sulla prova dell’origine, sul metodo dell’ottenimento e stabilisce che il pistacchio deve avere colore verde intenso,sapore aromatico forte.

Ogni anno, a fine settembre, si svolge nel centro storico di Bronte la Sagra del Pistacchio. Nel corso della Sagra si possono assaggiare ed acquistare i prodotti ottenuti con la lavorazione del pistacchio e i frutti stessi. Ogni anno l’evento attira migliaia di turisti provenienti anche dall’estero. A Bronte si producono un’infinita varietà di prodotti derivati dalla lavorazione del pistacchio, come il famoso “pesto di pistacchio” per il condimento della pasta, il gelato al pistacchio, i biscotti di pistacchio, la crema di pistacchio, il cioccolato al pistacchio e altri. Il nome della pianta di pistacchio è “scornabecco” che deriva dallo spagnolo “cornicabra” (corno di capra).