Vini vegani abruzzesi

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L’Abruzzo ha una tradizione vinicola molto antica e i suoi vini più famosi sono il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo. Il territorio collinare che sfocia verso il mare è l’ideale per la nascita di questi vitigni autoctoni. Diverse cantine locali sono attente all’ambiente al rispetto della natura e del territorio, con un approccio globale al tema della sostenibilità. In questa regione troviamo per cui più di una cantina che produce vini biologici e naturali, però negli ultimi periodi si deve far fronte alla richiesta sempre maggiore di vino vegan.

Cosa si intende con questa dicitura? Chi abbraccia questo regime alimentare non consuma niente di origine animale, ma non solo, infatti rifiuta qualsiasi uso o utilizzo di animali o sostanze di origine animale per la produzione del cibo. Ecco quindi che avere dei vini con marchio Vegan deve certificare che durante tutto il ciclo di produzione, dalla cura dei vigneti alla cantina, sia escluso l’impiego di sostanze di origine animale e di componenti ottenute dall’impiego di animali. Nemmeno i fertilizzanti possono essere concessi e si usano ammendanti organici di origine vegetale. Uno dei problemi principali potrebbe essere quello della chiarificazione del vino, fatta solitamente con colla di pesce, sangue di bue, albumina, che devono essere sostituiti con proteine vegetali.

In Abruzzo sono ancora poche le cantine che produco vini vegani abruzzesi certificati, una in particolare ha ottenuto la certificazione del CCPB proprio per i vini sopracitati cioè Montepulciano e Trebbiano, fatti con uve locali da coltivazioni biologiche e ovviamente senza tracce animali all’interno. Il Trebbiano che conosciamo dal colore giallo paglierino, delicato con profumi di fruta secca e un retrogusto amarognolo; ed il Montepulciano rubino, lucente, leggero nel bicchiere e profumato di frutti di bosco con gradazione alcolica buona no perdono le loro caratteristiche nella versione cruelty free, solamente il bianco è più particolare, dove spiccano la mineralità e le note floreali, ha una maggiore morbidezza, secondo quanto affermato dall’esperto della cantina produttrice.

I titolari dell’azienda hanno costatato che l’aumento di interesse per i prodotti vegani è cresciuto radicalmente negli ultimi periodi, per cui una buona parte di consumatori sarebbe rimasta fuori dal commercio vinicolo, il rispetto per questa scelta etica e di vita sana ed attenta ha portato l’azienda a voler ampliare la sua produzione del biologico spingendosi fino al vegano puro, portando i prodotti ottenuti al Vinitaly che da sempre è un punto di riferimento per gli addetti ai lavori e per gli appassionati del vino che garantisce la qualità e la regolare produzione dei prodotti che premia.