Vini vegani emiliani

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Quando si pensa all’Emilia Romagna in ambito di vino il primo caratteristico prodotto della regione che viene in mente è sicuramente il Lambrusco, vino con una storia antichissima, conosciuto già dai romani che sfruttavano i vitigni selvatici che crescevano ai margini delle campagne.

Questo vino è uno dei più semplici eppure più apprezzati del nostro paese, con il suo gusto genuino, la sua frizzantezza e il suo colore rosso rubino, fa subito pensare alla buona tavola. Oggi questo nettare ha un a caratteristica in più che lo farà apprezzare anche da coloro che seguono una dieta vegana e che magari fino ad ora se ne sono privati. Chi sceglie questa filosofia di vita infatti rifiuta di consumare prodotti che contengono ingredienti di origine animale al suo interno e che vengono realizzati con processi che non escludono l’utilizzo di qualsiasi sostanza di origine animale.

Anche il vino potrebbe contenere tracce animali soprattutto per i metodi di chiarificazione, di solito fatti con l’uso di gelatine, chitina o colla di pesce. Nel 50° vinitaly però, svoltosi quest’anno, è stata riconosciuta una certificazione ICEA Bio Vegan al primo lambrusco vegano che viene esattamente da una cantina del modenese. La zona di Modena d’altronde è la prima nella produzione del miglior Lambrusco e proprio da una azienda locale è arrivata questa novità in fatto di vini vegani emiliani.

I titolari della cantina hanno spiegato che già da tempo hanno iniziato la produzione di vini naturali e biologici, intraprendendo così un percorso graduale che li ha portati fino ad ottenere la possibilità di immettere sul mercato un lambrusco che può essere gustato proprio da tutti, prima del riconoscimento ufficiale questi produttori avevano già testato il lambrusco naturale in alcune fiere e con sorpresa avevano constatato che l’interesse era più alto del previsto, da qui l’idea di portare il vino alla famosa manifestazione veronese che li ha poi premiati.