Vini vegani lucani

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La Basilicata, che molti definiscono la terra dove i greci potrebbero avere scoperto il vino nell’antichità, non produce in realtà una grossa quantità di questa bevanda. La Basilicata ha prodotto soltanto intorno ai 100 mila ettolitri di vino annuali negli ultimi periodi. L’andamento è più negativo per i vini bianchi; questi sono calati oltre al 50%, mentre quelli rossi sono scesi con percentuale di oltre il 40%.

Questa diminuzione interessa tutte le categorie, dai vini D.O.C. a quelli IGT. Bisogna dire che i vini più prodotti e consumati sono invece quelli comuni, che sono la categoria principale del territorio. In una regione che presenta questi dati si dovrà ancora aspettare un po’ per vedere una produzione di vino vegano lucano significativa. Infatti il vino realizzato per chi decide di vivere cruelty free ancora non è molto commerciale da queste parti.

Ricordiamo che avere un vino vegan non è semplice perché bisogna seguire dei procedimenti speciali che vietano l’uso di qualsiasi sostanza animale, i prodotti che se ne ricavano vengono poi sottoposti a delle verifiche ferree ed accurate da parte degli organi di controllo, in modo che nessun produttore possa scrivere in etichetta notizie non corrispondenti al vero. La Basilicata però non è certo la sola regione del nostro paese ad essere ancora un pò indietro per la produzione di vino vegano, infatti contrariamente alla produzione biologica che da anni ha visto crescere il numero di aziende produttrici, in Italia sono ancora poche le cantine che hanno deciso di destinare una parte della loro produzione a questo tipo di bevanda, anche se la richiesta dei consumatori, invece è in crescita e i seguaci di questo stile di vita aumentano.

Bisogna per cui pazientare ancora un po’ per gustare un Aglianico del Vulture totalmente vegetale o un Matera D.O.C. senza sostanze animali al suo interno.