Vini vegani sardi

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Fino a pochi anni fa sull’origine della cultura della vite in Sardegna si avevano notizie molto frammentate: alcune fonti ritenevano che si fosse sviluppata autonomamente, altre invece, che fosse stata introdotta dai Fenici o dai Cartaginesi. L’ incremento più importante della vitivinicoltura in questa regione, non considerando il secondo dopoguerra, dove la produzione era aumentata sì, ma il consumo restava confinato nei suoi territori, si deve ai fondatori, di origine piemontese di quella che oggi è una importante azienda produttrice sarda, che portarono a conoscere il vino locale fuori dall’isola.

In una terra così tradizionale sulle sue abitudini alimentari, con menù che sono 3 volte su 4 a base di carne e formaggi, non è certo facile andare controcorrente e scegliere di votarsi ad uno stile di vita vegano, rifiutando prodotti che vengano dagli animali o dal loro sfruttamento, che comprende anche il vino. I vegani devono orientarsi verso vini che contengano solamente sostanze di origine minerale e con adeguate garanzie non solo in fase di vinificazione. Anche in Sardegna cresce il numero di consumatori Vegan, e nascono anche comunità on-line sui social network che superano i 2000 e 3000 iscritti, soprattutto nella zona di Cagliari.

Chi non vuole cibarsi di carne e derivati o pesce il più delle volte lo fa per questioni etiche e morali, ma non vuole rinunciare al buon cibo o al buon vino. Per questo le aziende e le cantine intraprendono la produzione di prodotti vegani, per non perdere consumatori e magari allargare la cerchia dei clienti, anche in Sardegna, molto tradizionalista troviamo viticoltori che offrono vino vegano sardo, realizzato senza sostanze animali, dalla coltivazione della vite fino alla conservazione del vino, rinunciando così a sangue di bue, albumina e quant’altro serva a chiarificare il vino. Non è facile produrre vino vegano, anche se apparentemente non si direbbe, poiché bisogna cambiare le tecniche di lavorazione per ottenere un vino qualitativamente uguale a quello tradizionale ma senza l’intrusione di derivati animali.

Ultimamente però grazie all’impegno di alcune cantine si trovano sempre maggiori prodotti di questa categoria e anche i vegani possono gustare i vini classici sardi dal Cannonau alla Malvasia, dal Nuragus al Girì, con zero sensi di colpa.